19 Luglio: L’istante che lo ha reso immortale. La legalità è il nostro lavoro quotidiano

Il 19 luglio 1992 non è una data che appartiene semplicemente al passato. È una ferita aperta nella storia del nostro Paese, ma è anche un faro che continua a illuminare il cammino di chiunque creda nella giustizia, nei diritti e nella dignità.

Alle ore 16:58 di quella domenica d’estate, l’inferno di via D’Amelio a Palermo ha squarciato il silenzio. Un’esplosione devastante, progettata dalla mafia con l’obiettivo di cancellare un uomo, la sua scorta e la sua voce scomoda.

Ma in quel preciso istante, tra il fuoco e le macerie, la criminalità organizzata ha commesso il suo errore più grande. Non ha spento Paolo Borsellino: lo ha reso immortale.

Le idee non si cancellano con un’esplosione

Quell’esplosione non ha fermato la storia; ha liberato le idee di Borsellino, trasformandole in un’eredità collettiva e indistruttibile. Hanno ucciso il magistrato e gli agenti della scorta — Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina — ma hanno partorito un simbolo che nessuna strategia del terrore potrà mai seppellire.

Paolo Borsellino ricordava sempre che la lotta alla mafia non può essere solo un’opera di repressione delegata alle forze dell’ordine o alla magistratura. Deve essere un movimento culturale, sociale e morale che coinvolge tutti. Nessuno escluso.

L’impegno di Fisascat Cisl Firenze e Prato: l’antimafia dei fatti

Come Fisascat Cisl Firenze e Prato, crediamo fermamente che la memoria non possa essere una sterile celebrazione una volta all’anno. La memoria è una responsabilità che si traduce in azioni concrete, ogni singolo giorno, nei nostri territori.

Per il sindacato, opporsi alla logica mafiosa significa presidiare il mondo del lavoro. La legalità non è un concetto astratto:

  • È la lotta contro il lavoro nero e il caporalato nei servizi.
  • È l’esigenza di contratti giusti e trasparenti nel commercio e nel turismo.
  • È la pretesa della sicurezza sul posto di lavoro per ogni lavoratrice e lavoratore.
  • È il contrasto fermo a qualunque tentativo di infiltrazione criminale nell’economia sana delle nostre città.

Difendere il lavoro pulito, sicuro e dignitoso è il nostro modo di dire “No” a ogni forma di sopraffazione.

Le sue idee camminano sulle nostre gambe

A trentaquattro anni da quel tragico pomeriggio, la mafia ha perso nel momento stesso in cui ha pensato di aver vinto. Ha perso perché oggi le idee di Paolo Borsellino camminano sulle gambe dei delegati, dei lavoratori, dei giovani e di chiunque scelga la strada dell’onestà.

Nelle piazze, nei negozi, negli alberghi e negli uffici di Firenze e di Prato, la nostra unione è la risposta più forte. Paolo Borsellino vive nella coerenza delle nostre scelte quotidiane.

Perché la legalità, per noi, è il lavoro di ogni giorno.